SUCCESSIONE E ACCETTAZIONE DELL'EREDITA': COSA SONO?

Spesso, a seguito del decesso di un familiare, capita di imbattersi in un immobile che provenga per successione e, in fase di rogito, si parla di accettazione tacita dell'eredità.
Lo scenario più frequente è quello di sentirsi dire che gli eredi hanno già fatto la successione, cosa è l'accettazione tacita dell'eredità.
In questa breve guida vogliamo spiegare la differenza fra le 2 cose, perchè sono necessarie, come vanno fatte e quali sono i costi.

La successione, legittima o testamentaria, è un adempimento prevalentemente di carattere fiscale, necessaria ai fini dell'aggiornamento dei dati catastali e non produce effetti giuridici.
I chiamati all'eredità non acquisiscono automaticamente la qualità di eredi in quanto possono - successivamente - accettare o rinunciare all'eredità (per esempio in presenza di debiti di valore superiore all'asse ereditario).
La successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso ed è soggetta al pagamento delle imposte in funzione del grado di parentela tra il de cuius e gli eredi (sono previste delle franchigie nel caso di familiari in linea retta quali figli e coniuge).
Oltre al pagamento delle imposte possono esserci costi relativi a prestazioni professionali in funzione di chi presenta la domanda di successione (notaio, CAF, patronato, ecc.).

L'accettazione dell'eredità è un atto civilistico regolato dall'art. 470 e successivi del codice civile con il quale il chiamato all'eredità acquisisce la qualità di erede subentrando nei rapporti giuridici attivi e passivi del de cuius.
Esisteno diverse forme per manifestare la volontà di accettare l'eredità:

  • accettazione espressa: mediante un atto pubblico o da una scrittura privata autenticata redatta da un notaio, oppure da una dichiarazione resa davanti al cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Tale atto viene poi inserito nel Registro delle Successioni e, in presenza di beni immobili, trascritto nei Registri Immobiliari (art. 2648 c.c.) a cura del notaio;
  • accettazione tacita: non è un atto formale unico, ma si evince da atti che presuppongono la volontà di accettare (es. vendita di un bene ereditario, voltura catastale, prelievo dal conto del defunto). In sede di successione e vendita di immobili, si rende indispensabile redigere una trascrizione dell'accettazione tacita per garantire la continuità delle trascrizioni (art. 2650 c.c.);
  • accettazione con beneficio d'inventario: prevista obbligatoriamente per minori, interdetti ed enti, ma consigliata quando vi sia dubbio sulla presenza di debiti. Richiede l'inventario redatto dal cancelliere o da un notaio ed evita la confusione dei patrimoni;
  • accettazione eredità più eredi: quando vi sono più chiamati, ciascuno può accettare in tempi e modalità differenti. Tuttavia, la presentazione della sola dichiarazione di successione da parte di un coerede beneficia anche gli altri ai fini fiscali, ma non costituisce accettazione implicitamente estendibile agli altri chiamati sul piano civile.

L'accettazione dell'eredità è obbligatoria per chiunque voglia disporre giuridicamente e definitivamente dei beni o dei saldi bancari del de cuius, in quanto la sola chiamata non trasferisce automaticamente i diritti proprietari.

fonte idealista.it

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